In questi giorni di festa e di auguri, voglio lasciarvi un augurio speciale attraverso una card realizzata con uno dei meravigliosi timbri di Lesia Zgharda Golden Stamps e che è nata per il fantastico uomo che ho la fortuna di avere al mio fianco e senza cui oggi, questo mio angolo di creatività non esisterebbe.

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Vi auguro di seguire sempre il vostro cuore, vi auguro di avere la forza di seguirlo anche e soprattutto quando è difficile, e vi auguro di avere al vostro fianco qualcuno che vi sproni a essere sempre voi stesse, a seguire i vostri sogni, e che sia per voi luce nei giorni più bui. ❤️

Per questo progetto ho utilizzato:

Lesia Zgharda Stamp “Deer” 

Christmas in green

In questi giorni di frenesia prima del Natale, il poco tempo che si riesce a dedicare alla creatività diventa davvero un dono prezioso. In uno di questi ritagli di tempo, ho voluto creare qualcosa dal sapore un po’ insolito per il Natale che sta arrivando, lasciandomi ispirare da uno dei meravigliosi timbri di Lesia Zgharda Golden Stamps. 

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Oro e verde per un Natale prezioso e non convenzionale🌿

Per questo progetto ho utilizzato:

Lesia Zgharda Stamp “Eucalyptus wreath”

Christmas balls

Pinterest è sempre grande fonte di ispirazione, e curiosando lo scorso anno in cerca di ispirazione per cards natalizie, trovai un bellissimo lavoro di Birgit Edblom.

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A quel progetto si ispirano queste cards, nate dall’incontro tra la bellissima release natalizia di ModaScrap e le mie adorate polveri Magical di Lindy’s Gang.
Lets shine! 

 

Per questo progetto ho usato:

Modascrap Clear Stamps Chrismas Ball

Lindy’s Gang Magical Powders

Bosco incantato

Ci sono timbri che come un colpo di fulmine, al primo sguardo sanno raccontarti una storia e trasportarti lontano.

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Ecco, con questa meraviglia di Piccole Passioni Mixed Media & More nata da un disegno di Terelisa Agosti, è stato proprio così: un viaggio in un bosco incantato, un dolce incontro e una storia che racconta del Natale che si sta avvicinando… ❄️🦌⛄️

Per questo progetto ho usato:

Timbro Piccole passioni – Crazy Girls

Una mela al giorno…

Il Natale si avvicina e, come ogni anno, cominciano a spuntare ovunque luci colorate, alberi, palline e decorazioni di ogni tipo. E come ogni anno io comincio ad andare in visibilio e non vedo l’ora di cominciare ad addobbare casa cantando a squarciagola gingoooool beeeeeeeeel, gingooool ol de’ ueiiiiii (no, no, non è che non so l’inglese, è che canto in bergamasco). Nell’attesa della tanto agognata data per tirare fuori l’albero dal garage e Bublé dall’armadio, solitamente inizio a gironzolare per i vari villaggi di Natale, in cerca di ispirazione per le decorazioni, e proprio l’altro giorno sono incappata in una serie di fantastici alberi decorati con tante meravigliose mele rosse. E così, invece di trovare ispirazione per le mie decorazioni, mi è venuta l’idea di realizzare una card con la dolcissima Biancaneve Glimps, e con un albero addobbato proprio con tante mele.

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Che tanto, se le scappa la voglia di dare un morso e per caso sono avvelenate, c’è sempre il principe azzurro che le da’ un bacio e sistema tutto. O forse no? Se vi dicessi che il risveglio di Biancaneve non ha niente a che vedere con un bacio? Non ci credete? E allora mettetevi comodi sul divano con una bella coperta e una cioccolata calda, perché oggi vi voglio raccontare proprio la storia di Biancaneve, così come i nostri amici Grimm ce l’hanno riportata.

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C’era una volta una regina che cuciva vicino a una finestra e guardava la neve cadere. Ovviamente, visto che guardava i fiocchi di neve e non dove metteva l’ago, finì col pungersi un dito e una goccia di sangue cadde sulla candida neve depositatasi sul davanzale. Ed ecco che le viene la pensata del secolo: “Oh, come vorrei un bimbo bianco come la neve, rosso come il sangue e nero come l’ebano della finestra”. E tac, nel giro di poco (nelle fiabe si sa, il tempo è un concetto relativo e in questa, come vedremo, in particolar modo) diede alla luce una bimba con la pelle candida, le labbra rosse rosse e i capelli corvini, che chiamò Biancaneve. E chiaramente, dopo aver partorito, la regina morì. Che originalità.

Di lì a un anno il re decise di risposarsi con una donna bellissima ma che, come dire, se la menava un po’ ecco. Non che fosse cattiva, no no, semplicemente aveva la tendenza a far fuori qualsiasi fanciulla più bella di lei, ma che ci volete fare, ognuno ha le sue fisse. Per controllare di essere sempre la più bella del regno, si serviva di uno specchio magico, che ogni volta le ripeteva in rima quanto fosse bella, quanto fosse affascinante e così via. Finché, dopo sei anni (seguitemi con i calcoli: Biancaneve a questo punto ha sette anni), un giorno allo specchio salta in mente di dire che sì, sì lei è bella eh, ma Biancaneve ciaone, è molto più bella di lei. Apriti cielo. Alla regina prese una crisi isterica e convocò subito il fidato cacciatore di corte e gli ordinò di portare la fanciulla nel bosco, ucciderla e portarle come prova i suoi polmoni e il suo fegato (!!!). Il cacciatore che probabilmente era abituato agli scleri della regina, non si pose troppe domande e portò la povera Biancaneve nel bosco. In tutto ciò del re, padre di Biancaneve, non se ne sa più nulla. Così, casomai ve lo foste chiesti. Una volta portata Biancaneve nel bosco però, al cacciatore sembra spuntare una coscienza e non se la sente di ucciderla, così la lascia libera pensando “ma sì, tanto se la mangiano le belve feroci”. Ecco, dicevamo della coscienza… Alla regina, come prova portò gli organi di una malcapitata bestiola e furono tutti felici e soddisfatti.

Nel frattempo la piccola Biancaneve, cominciò a girovagare per il bosco, finché non trovò la casetta di sette nani addetti al settore estrazioni minerarie. Come tutti sanno, i nani decisero di tenere con loro la piccola bellissima bimba. A patto che tenesse la casa pulita, cucinasse, rammendasse, lavasse, cucisse e facesse la calza, s’intende. In due parole si tratta di sfruttamento minorile, ma vabbè. Biancaneve iniziò così a vivere con i nani. Ma non ci volle molto perché la regina decidesse di interrogare di nuovo lo specchio e venisse a conoscenza del fatto che la bimba fosse ancora viva. Questa volta decise di fare da sé, che dei cacciatori non ci si può proprio fidare. Si travestì da merciaia, andò alla casetta dei nani e si mise a gridare fuori dalla porta (cito testuali parole): “Roba bella, comprate!”. Tipo mercato del pesce per intenderci. Biancaneve, seppur avesse ricevuto raccomandazioni dai nani di non aprire a nessuno e di non accettare niente da nessuno, rimase conquistata dalle belle fasce che la merciaia vendeva e si fece convincere a provarne una. Chiaramente la regina/merciaia gliela strinse in vita fino a toglierle il respiro, lasciandola caduta a terra, convinta di averla uccisa. Ma i nani, che ce ne sapevano una più del diavolo, al loro ritorno capirono che era stata la regina e le slacciarono la fascia, facendo tornare in vita la piccola Biancaneve. La regina tornò a casa, interrogò lo specchio, scoprì di aver fallito, andò su tutte le furie e decise di riprovare. Sta volta si camuffò da povera donna, preparò dei pettini avvelenati e di nuovo si piazzò fuori dalla porta della casa dei nani gridando: “Roba bella! Comprate!”. Che io dico, ma almeno cambia tiritera no? Chi vuoi che ci caschi sta volt… ah, niente scherzavo. La piccola Biancaneve che, bella era bella per carità, ma non brillava proprio per furbizia, si lasciò convincere a farsi pettinare dalla donna con uno di quei bellissimi pettini. E zac, il pettine avvelenato la fece stramazzare al suolo. Ma per fortuna i nani capirono che la regina ci aveva riprovato, rimossero il pettine e di nuovo Biancaneve si riprese. Ancora una volta la regina tornò a casa, interrogò lo specchio, scoprì che Biancaneve se l’era cavata di nuovo, le partì un embolo e sta volta decise di fare sul serio. Ed eccoci finalmente alla famosa mela avvelenata, olè! La regina si travestì di nuovo, bussò alla porta della casetta e attenzione, Biancaneve questa volta le disse di non poter far entrare nessuno e di non poter accettare niente da nessuno, che i nani se no si sarebbero arrabbiati e avrebbero fatto un casino. Ma la regina riuscì a convincerla lo stesso ad assaggiare la mela, e la povera pallida bimba cadde a terra morta stecchita. I nani a sto giro non riuscirono a fare niente e la deposero in una bara, piangendola per tre giorni. Poi però, visto che non si decomponeva (oh, il solito, meraviglioso tocco macabro dei Grimm!), le fabbricarono una bella bara di cristallo e la esposero su di un monte. Così, tipo museo delle stranezze. Molto, molto tempo dopo… STOP: vi ricordo che Biancaneve quando muore ha sette anni. Qui si deduce che da morta deve per forza essere cresciuta, se no il seguito non ha senso. Non che abbia senso che cresca una volta morta e messa nella bara, ma insomma. Dicevamo, molto molto tempo dopo, passò di lì un bel principe che vide la mort… ehm, vide Biancaneve, e se ne innamorò perdutamente. Niente, i principi delle favole so’ strani, non c’è niente da fare. Qui comincia una contrattazione principe-nani per chi si deve tenere la bara con la nostra pallida protagonista, finché dopo tanto insistere i nani cedono e lasciano che il principe se la porti via. Tutto contento il principe ordinò ai suoi servitori di trasportare a spalle la bara fino al palazzo, ma essi inciamparono e, attenzione attenzione: per l’urto, il pezzo di mela avvelenata uscì dalla gola di Biancaneve ed essa tornò in vita.

Ve lo ridico con parole povere: Biancaneve fa un rigurgitino e si ripiglia. Niente baci. Bastava una pacca sulla schiena. E poi chiaramente Biancaneve e il principe vivranno felici e contenti e bla bla bla.

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E niente, quindi se decidete di addobbare il vostro albero con delle mele, auguri… a voi e famiglia (che si spera che nel caso, sia sempre disponibile a una pacca sulla schiena…).

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Qui trovate l’articolo originale per il meraviglioso blog Glimps:

http://glimpsbyparticolarte.blogspot.com/2018/11/una-mela-al-giorno.html

ENCAUSTIC ART

Buongiorno a tutti! Oggi voglio parlarvi di una tecnica un po’ particolare che ho scoperto diversi anni fa e che permette di ottenere degli sfondi molto interessanti in pochi passaggi. Si tratta della tecnica Encaustic, che prevede l’uso di colori a cera sciolti su un apposito supporto e stesi poi su carta termoresistente.

Ma andiamo con ordine e cominciamo parlando dei materiali necessari per realizzare tutto ciò.

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All’epoca in cui io ho scoperto questa tecnica, esisteva un simpatico kit di base che comprendeva una confezione di colori, un pacchettino di carta termoresistente e un piccolo ferro da stiro (si, avete capito bene!!) necessario appunto per stendere i colori a cera. Ovviamente non si tratta di un normale ferro da stiro ma di una piastra che per comodità di utilizzo, è stata realizzata esattamente come un ferro di quelli che si usano normalmente per stirare. Attenzione: NON usate assolutamente un ferro da stiro normale (o altri elettrodomestici simili come piastre per capelli o altro), nemmeno se vecchio, perché non solo lo rovinereste irrimediabilmente, ma avendo temperature differenti e la piastra forata, non otterreste comunque l’effetto desiderato. Col tempo, visto che questa tecnica mi ha appassionato da subito, mi sono creata un piccolo arsenale di diverse tipologie di colori (dai colori base, a quelli vividi, a quelli perlati), diverse misure e tipologie di carta e in ultimo anche di attrezzi diversi dal ferro da stiro, per ottenere nuovi effetti. Ma oggi vedremo proprio come lavorare con i materiali “base” per creare uno sfondo invernale che crei l’atmosfera del Polo Nord.

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Prima di tutto, dal momento che andremo a lavorare con delle temperature abbastanza alte e con dei colori che una volta sciolti possono macchiare, vi consiglio di proteggere sempre il vostro piano di lavoro con dei fogli di giornale e di procurarvi una piccola asse di legno (o compensato o comunque un materiale resistente al calore) che sarà la vostra base di appoggio. Un’altra cosa da tenere a portata di mano è un rotolo di carta assorbente perché, come vedremo, la piastra del ferro da stiro va pulita tra un passaggio e l’altro. Pronti per cominciare? Si parte!!

Per prima cosa, una volta preparato il piano di lavoro, attaccate il ferro da stiro alla corrente e girate la manopola della temperatura su LOW (una temperatura medio bassa è più che sufficiente). Nel frattempo che il ferro si scalda (ci metterà più o meno una decina di minuti), preparatevi il foglio di carta termoresistente e scegliete i colori che volete utilizzare per il vostro progetto. In questo caso ho scelto una gamma di colori freddi, in gradazione tra l’azzurro molto chiaro, il blu e un verde marino più scuro. Inoltre ho tenuto a portata di mano anche il blocchetto di cera trasparente che ci servirà sia per diluire un po’ i colori se necessario e sia per pulire la piastra del ferro a fine lavoro.

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Una volta che il ferro è caldo e avete scelto i vostri colori, posizionate il ferro con la piastra in orizzontale rivolta verso l’alto e con movimento leggero passateci sopra il blocchetto di colore con cui volete realizzare il cielo (potete usare anche più di un colore o dare prima una passata di trasparente e poi di colore se volete un effetto più diluito e meno carico). Vedrete che istantaneamente il colore si scioglie: fate attenzione a non inclinare il ferro per non sgocciolare il colore in giro.

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A questo punto, con un movimento deciso, girate il ferro con la piastra rivolta verso il basso e proprio come se steste stirando, stendete il colore nella parte superiore della carta, andando da destra a sinistra (o viceversa, come siete più comodi). Se alla prima passata l’effetto non vi soddisfa, nessuna paura! Il bello di lavorare con dei colori a cera è che ripassando un’altra volta il ferro (magari nella direzione opposta), i colori si muoveranno di nuovo creando nuove sfumature e nuovi effetti. Se sentite che il ferro fatica a scorrere alla seconda passata, lo girate con la piastra verso l’alto, pulite la superficie semplicemente passando un foglio di carta assorbente (facendo attenzione a non scottarvi perché la piastra è calda) e poi stendete un velo di cera trasparente e ripassate.

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Questa prima operazione potete ripeterla finché il risultato non è di vostro gradimento. Tenete presente che più passate fate, più spostate il colore e il rischio è che vi rimanga un po’ meno intenso (che non per forza dev’essere una cosa negativa, dipende dall’effetto che volete ottenere). Una volta realizzato il cielo, passiamo a creare lo sfondo delle montagne.

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Rimettiamo la piastra rivolta verso l’alto, puliamo eventuali residui di colore e stendiamo solo nella parte della punta il colore che abbiamo scelto. A questo punto non gireremo come prima il ferro con la piastra piatta verso il basso, ma la terremo leggermente inclinata di lato e verso la punta (ovviamente sempre verso il basso), in modo che a contatto con la carta ci sia uno dei lati della punta, dove abbiamo steso il colore. Da questa posizione, partiamo da uno dei lati della carta e tiriamo in diagonale il ferro (sempre mantenendo l’inclinazione), muovendoci un po’ a zig-zag per creare l’effetto frastagliato delle montagne.

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Anche qui, possiamo farlo a più riprese e prima da un lato della carta e poi dall’altro. Una volta ottenute le nostre cime, puliamo nuovamente la piastra e scegliamo gli ultimi colori che creeranno la distesa di ghiaccio in primo piano.

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Adesso procedete esattamente come nel primo passaggio e stendete il colore in orizzontale con la piastra piatta rivolta verso il basso (anche qui, come prima, potete ripetere il passaggio se a primo colpo non vi soddisfa).

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Ed ecco qui il nostro sfondo finito! E già vi sento: “si, bello, ma com’è opaco…” e qui ci sta il trucchetto! Visto che stiamo lavorando con colori a cera e, notoriamente, quando si raffredda, la cera si opacizza, noi la freghiamo e strofiniamo (senza paura, non si rovina) il nostro lavoro con della carta assorbente e… magia!

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I colori diventano lucidi e molto più vividi. Questo passaggio di strofinamento, potete ripeterlo anche a distanza di tempo, per ridare lucidità al vostro lavoro (io l’ho fatto a distanza di anni e i colori tornano lucidi e vividi come appena stesi).

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Una volta terminato di utilizzare la piastra, passiamo la cera trasparente e la puliamo con un pezzo di carta assorbente (fate attenzione a pulire bene anche i lati), dopodiché riportiamo il termostato su OFF e la stacchiamo dalla corrente.

Dopo tutto questo papiro, può sembrare difficile realizzare uno sfondo con questa tecnica, ma vi assicuro che ci vuole più a farlo che a dirlo, una volta che si prende dimestichezza con il ferro e con i colori (e ci vuole veramente poco) uno sfondo come questo si realizza in pochi minuti. Vi lascio anche qualche altro esempio di effetti diversi che si possono ottenere con diverse inclinazioni e movimenti del ferro.

BeFunky Collage

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Vi lascio infine un link dove potete trovare i prodotti di cui vi ho parlato oggi http://it.opitec.com/opitec-web/c/zz/cID/c3I6ZW5jYXVzdGljNw==/searchResult.jsf

Spero che questo post vi sia stato utile e buona creatività a tutti!