New Adventure

Today I’m starting my new adventure as DT member for TandiArt and ABstudio🤩

I’m so happy and honored to be in this fabulous DT!! 😍🤩

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I’m so excited and I can’t wait to show you all wonderful products of this fabolous brand! 😍

My first project is a card realized by using this sweet Little Prince stamp: I so do love the TandiArt design, it’s so original and inspiring!

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I coloured stamp and the background with Distress Ink and watercolors, to get a delicate effect. Then I realized details using water drops and a white fine point permanent marker.

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Hope you like it and I wait for you for the next project! ☺️🎨

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Bello o brutto

Buongiorno e buon anno Glimposo a tutti voi!

Per questo primo post dell’anno ho scelto di mettere un attimo da parte le fiabe classiche (ma poi le riprendiamo eh, non vi preoccupate), per raccontarvi invece la storia di due donne e di un incontro tanto difficile inizialmente, quanto poi profondo e toccante.

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La nostra storia comincia quasi vent’anni fa, quando una delle due nostre protagoniste aveva all’incirca sedici anni ed era nel pieno del turbine adolescenziale, convinta di sapere già tutto della vita, sempre in costante ribellione con tutto e tutti, e alle prese con un lato e un gusto artistico acerbo e ampiamente limitato. La classica adolescente, insomma. Questa ragazzina, che così per comodità chiameremo Jennifer, un bel giorno venne portata a vedere una mostra di una pittrice che non aveva mai sentito nominare e di cui, giusto per dovere di cronaca, non poteva importarle di meno. Controvoglia e abbastanza seccata, Jennifer entrò alla mostra, non avendo idea di doverci rimanere per più di due ore. Al primo quadro pensò che si trattasse di uno scherzo: dai, nessuno poteva dipingere così male. Al secondo rimase letteralmente inorridita: ma chi avrebbe mai scelto di rappresentare una donna così brutta con dei fiori in testa, con un sopracciglione che manco Elio e con per di più con i baffetti?? Ah, era un autoritratto della pittrice, ottimo. E non ne aveva mica fatto uno solo di autoritratto, macché, ce n’erano un sacco, uno più brutto dell’altro. Uno con le scimmie, uno con dei vestiti assurdi e improponibili, uno addirittura doppio. E dopo gli orribili autoritratti, si poteva passare dalla rappresentazione di episodi di cronaca nera, a tragici episodi di vita dell’autrice, in un turbine di allegria e spensieratezza senza eguali. Insomma, per Jennifer furono due ore pesanti, infinite e assolutamente senza senso. E una volta fuori dalla mostra, decretò di non voler mai più avere a che fare con “opere d’arte” di quel tipo. Che l’arte era un’altra cosa, l’arte era bella, era serena, l’arte era Caravaggio, mica sta qua che com’è che si chiama? Ah sì, Frida qualcosa. No, no per carità.

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Facciamo ora un salto temporale di una quindicina di anni e ritroviamo la nostra ragazzina ormai cresciuta, alle prese non più con turbe adolescenziali, ma con uno di quei periodi neri che a volte la vita ti costringe ad affrontare. Ed eccola lì, la nostra Jennifer, che non sa dove sbattere la testa, e che poi si ricorda dell’arte. Quell’arte che la faceva stare bene, dipingendo e disegnando. Ma ora è tutto diverso. Ora non c’è spazio per il bello, perché di bello c’è poco e niente e allora succede. Succede che arriva il bisogno (perché di bisogno si tratta) di mettere su tela e su carta quello che hai dentro, quello che senti e provi, anche se è brutto, anche se fa male. Anzi, soprattutto se è brutto e fa male. E butti il colore sulla tela, la graffi, la copri completamente, e fanculo al bello. E poi riguardi quello che hai fatto ed è esteticamente brutto, ma per te no. Perché qui non è più una questione di bello o brutto, è questione che quello che hai dipinto sei tu, punto. E non devi essere bella o brutta, sei semplicemente tu. Ed è esorcizzante, cominci a stare meglio, e quello che dipingerai dopo sarà forse più sereno, ma ormai non avrà più importanza se sarà “bello” o no, purché sia tu.

Pochi anni dopo questa nuova esperienza artistica, succede che Jennifer incappa per caso in un documentario su Frida, quella stessa Frida che anni prima l’aveva così inorridita. Un po’ scettica e con un sorrisetto da “se vabbè, ho già visto quello che c’era da vedere tanti anni fa”, decide di guardarlo. Un’ora dopo si ritrova letteralmente in lacrime al racconto della vita della pittrice che anni prima aveva tanto snobbato e denigrato. Sissignori, la sottoscritta pippa qui presente, aveva finalmente capito che non aveva capito proprio un bel niente. La sciocca adolescente che vedeva dei brutti tratti e dei soggetti spiacevoli, adesso se ne stava col magone zitta in un angolo, vergognandosi come non mai.

Perché dietro a quei quadri, non c’era un bello o un brutto. C’era Frida, così com’era, con quello che viveva e provava, punto. C’era una donna forte e fragile, una donna innamorata, ferita, orgogliosa e unica, che metteva sé stessa in quello che faceva. Ogni suo quadro, ogni sua opera racconta di lei, senza maschere, senza inganni, con una sincerità che ci lascia disarmati, che ci trapassa come un pugno nello stomaco. E fa male. Ma fa anche bene, eccome se fa bene.

Ho avuto la fortuna di tornare lo scorso anno a vedere una mostra della Signora Kahlo, ed è stata un’esperienza bellissima e toccante, di cui porterò sempre un prezioso ricordo nel cuore.

Così oggi voglio lasciare a tutti voi un augurio per il nuovo anno. Voglio augurarvi di avere occhi che vadano al di là del bello e del brutto, voglio augurarvi di picchiare il naso contro i muri che spesso ci costruiamo da soli, voglio augurarvi di mettere sempre voi stessi in tutto quello che fate, così come siete senza filtri e senza maschere. E infine voglio lasciarvi un augurio con le parole di quella meravigliosa donna che era Frida: “Innamorati di te, della vita e dopo di chi vuoi”.

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Qui trovate il post originale realizzato per il meraviglioso blog Glimps:

http://glimpsbyparticolarte.blogspot.com/2019/01/bello-o-brutto.html

Per questo progetto ho utilizzato:

Glimps Frida

 

 

 

 

Serenity

Chiudere gli occhi, sognare e tornare un po’ bambini, per ritrovare dentro di noi quei sogni addormentati che aspettano solo che noi li prendiamo per mano per sbocciare come i più dolci dei fiori.

Il mio 2019 comincia all’insegna della dolcezza…

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Grazie a Piccole Passioni Mixed Media & More per avermi fatto sognare con questo meraviglioso set di timbri ❤️💕

Per questo progetto ho usato:

Piccole Passioni Crazy Girls Stamps “Serenity”

In questi giorni di festa e di auguri, voglio lasciarvi un augurio speciale attraverso una card realizzata con uno dei meravigliosi timbri di Lesia Zgharda Golden Stamps e che è nata per il fantastico uomo che ho la fortuna di avere al mio fianco e senza cui oggi, questo mio angolo di creatività non esisterebbe.

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Vi auguro di seguire sempre il vostro cuore, vi auguro di avere la forza di seguirlo anche e soprattutto quando è difficile, e vi auguro di avere al vostro fianco qualcuno che vi sproni a essere sempre voi stesse, a seguire i vostri sogni, e che sia per voi luce nei giorni più bui. ❤️

Per questo progetto ho utilizzato:

Lesia Zgharda Stamp “Deer” 

Bosco incantato

Ci sono timbri che come un colpo di fulmine, al primo sguardo sanno raccontarti una storia e trasportarti lontano.

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Ecco, con questa meraviglia di Piccole Passioni Mixed Media & More nata da un disegno di Terelisa Agosti, è stato proprio così: un viaggio in un bosco incantato, un dolce incontro e una storia che racconta del Natale che si sta avvicinando… ❄️🦌⛄️

Per questo progetto ho usato:

Timbro Piccole passioni – Crazy Girls