A new beginning

Hi everyone! Today I share with you my latest art work as DT member for TandiArt and AB Studio.

I decided to try something different from the cards I used to create and start an Art Journal.

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I thought about starting an Art Journal for a long time and finally I decided to do it.

For my first pages I used a beautiful stamp designed by TandiArt for AB Studio: this little fairy sitted on the moon is so sweet and she’s perfect to start my new art dream.

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I coloured the fairy and the background using watercolors to get a delicate effect. I so do love the watercolor technique: it’s so funny and relaxing!

I created for you a video tutorial to show you every step to realize these pages.

Hope you like it and I wait for you for my next project!


For this project I used: ID – 185 Rubber Stamp TandiArt 

A Fairy in New York

Hi everyone! Are you ready to start a new journey in a world full of colours?

Today I show you my latest project for TandiArt and AB Studio: a New York scene card.

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When I saw for the first time this lovely fairy , I immediately imagined her in an urban contest. Since she looks so modern and cool, I thought she was a perfect city fairy!

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And what city better than New York could represent an urban context? So, my fairy flies to the USA for a trip in the magical “Big Apple”!

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I create for you a video tutorial to show you every step to realize this card.

Hope you like it!

Enjoy it!


For this project I used: https://shop.agabaraniak.com/ru/tandiart-rubber-stamps/rubber-stamp-id-86.html

Note creative

Buona domenica amici creativi!

Per il progetto di oggi ho pensato di unire la musica dell’arpa celtica e lo scrap, due mie grandi passioni, uscendo per una volta dalla mia comfort-zone di cardmaker e realizzando un layout.

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L’idea è nata dal bellissimo timbro di Aall&Create dedicato alla musica: la chitarra rappresentata mi ha fatto sorridere ricordandomi le volte in cui la mia arpa celtica è stata definita una “strana chitarra” e di conseguenza ho pensato subito di realizzare un layout con una foto scattata durante un concerto, accostandola proprio all’immagine della chitarra.

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Vi lascio un video tutorial dove potrete vedere tutti i passaggi per realizzare questo progetto 🙂

Buona domenica e buona creatività a tutti!

Prodotti utilizzati

COME PORTI I CAPELLI BELLA BIONDA?

Ci sono giornate in cui non c’è niente da fare, si ha voglia di qualcosa, ci si fissa e finché non la si soddisfa la non ci si mette il cuore in pace. Tipo quando si vede una Glimps di cui ci si innamora a prima vista e finché non la si ha tra le mani, non si sta tranquilli. Oppure quando ti prende una voglia smisurata di Nutella, e ovviamente, in casa non ce n’è. Alzi la mano chi non è uscito apposta per prendere l’ambito barattolo di crema cioccolatosa solo perché ne aveva una voglia matta. Ecco, la nostra storia di oggi racconta proprio di una di quelle voglie, per cui si è disposti a tutto. In fondo a chi non è mai venuta voglia di mangiarsi dei Raperonzoli? No, no, non parlo di biondine, ma di una specie di rapa. Come dite, non sapevate che la capellona più famosa della storia prende il nome da una rapa? Allora sarà il caso di cominciare dal principio…

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C’erano una volta un uomo e una donna che desideravano da tempo un bambino. Quando finalmente la donna fu in dolce attesa, le presero le classiche voglie di quel periodo e cominciò a stressare il marito: ho voglia di Litchis, e che caspita sono?, vammi a prendere delle fragole, ma è dicembre, ho proprio voglia di sushi, non puoi sei incinta, una bella fetta di salame?, nemmeno, voglio quei raperonzoli che crescono nel giardino della vicina, ma è una maga poi si arrabbia, e ma insomma sono stufa se non mi porti i raperonzoli io non mangio più. Ecco più o meno una cosa del genere. E la donna si impuntò a tal punto che cominciò a dimagrire a vista d’occhio. Preoccupato, il marito cedette e di nascosto rubò dal giardino della maga vicina una manciata di raperonzoli. La moglie se li mangiò tutta soddisfatta, ma manco a dirlo la voglia si triplicò e costrinse il marito a procurargliene degli altri. Quando però l’uomo tornò nel giardino della vicina, venne colto sul fatto dalla maga: a-ah ecco chi ruba i miei raperonzoli! L’uomo si scusò e raccontò delle voglie della moglie: sai è un casino, mia moglie è incinta e ha le voglie, poi si arrabbia e non mangia più, i litchis dove caspita li trovo, i tuoi raperonzoli invece sono qui a portata di mano… La maga ascoltò le scuse dell’uomo e acconsentì a fargli prendere tutti i raperonzoli che voleva (che carina), ma a una condizione: una volta nato, il bambino se lo sarebbe preso lei (che carin… ah no). L’uomo non ci pensò su due volte e acconsentì. Ecco, una delle cose che amo di più nelle favole dei Grimm, sono le certezze: se c’è di mezzo un genitore, si può stare sicuri che in un modo o nell’altro riuscirà a disfarsi della propria prole, ah che bellezza.

Quando la moglie mise al mondo una bella bambina, ecco comparire la maga che decretò che la piccola si sarebbe chiamata Raperonzolo e senza aggiungere altro la prese e se la portò via. Che poi, io dico, d’accordo che c’è di mezzo la faccenda delle rape rubate, ma se il padre avesse rubato che so dei carciofi, questa povera innocente si sarebbe chiamata Carciofa?? Va bè, evviva la fantasia. Ad ogni modo, da questo punto in poi, mi dispiace disilludervi subito, ma i genitori spariscono nel nulla. Niente, non si pongono il minimo problema e i nostri amici Grimm non se ne curano più. Alla faccia di casa Disney dove invece sti poveri genitori diventano matti per 18 anni a cercare la figliolina rapita e ad accendere lanterne che manco al capodanno cinese.

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Ma torniamo a noi. Raperonzolo manco a dirlo divenne una bambina bellissima, ma quando compì 12 anni, la maga decise di punto in bianco di rinchiuderla in una torre. E tanti saluti a Freud, a Jung e agli archetipi, che i Grimm ci sono arrivati prima. La torre era ovviamente altissima e sprovvista di porte, con una piccola finestrella come unico spiraglio sul mondo. Da quest’unica apertura la maga andava e veniva servendosi invece che di una scala, come ogni persona di buon senso, dei capelli di Raperonzolo che nel frattempo, non ci è dato sapere per quale arcano motivo, non essendo mai stati tagliati erano divenuti lunghissimi. Mi spiace deludervi di nuovo, non ci sono capelli magici, solo capelli sali-scendi.

Un bel giorno passò di lì un giovane principe che sentì Raperonzolo cantare. Restando incantato dalla bella voce, cercò di capire come raggiungere la giovane canterina, non riuscendo però a trovare un modo per entrare nella torre. Quand’ecco che vide arrivare la maga e le sentì dire: “oh, Raperonzolo, sciogli i tuoi capelli che per salir mi servirò di quelli”. Il giorno seguente allora, tornò alla torre e recitò anche lui la tiritera rimata per salire dalla sua bella. Inutile dire la sorpresa di Raperonzolo, quando al posto della vecchia maga si vide comparirle innanzi un giovane principe. Ovviamente i due, che ve lo dico a fare, si innamorarono e presero a frequentarsi assiduamente durante l’assenza della maga, finchè un giorno la nostra bionda (che è bionda lo decidiamo noi, non ce ne vogliano i Grimm), non se ne uscì con una frase poco felice: ditemi signora, com’è che pesate molto di più del mio principe? Ecco, diciamo che Raperonzolo non spiccava proprio per intelligenza. Figuratevi la maga: non solo aveva scoperto che un giovane frequentava la fanciulla che lei si era tanto preoccupata di tenere fuori dalla portata di chicchessia, ma la suddetta giovane le aveva pure detto, nemmeno troppo velatamente, che era grassa. Incavolata nera, non ci pensò due volte e, cito testualmente, “zic, zac” le tagliò i lunghi capelli. Dopodichè la prese e la abbandonò in un deserto. Se volete un consiglio spassionato, evitate di dire in un colpo solo a una maga che l’avete fregata e che è pure grassa. Che poi è un casino. Raperonzolo fu costretta a vivere miseramente nel deserto e dopo un certo periodo di tempo, diede alla luce due gemelli (sissignori, i due giovani mica passavano il tempo a chiacchierare e a pettinare bambole, che vi credevate?). Nel frattempo il principe, ignaro di tutto tornò alla torre, la maga gli calò i capelli tagliati e lo fece salire, spiattellandogli in faccia che la sua bella non c’era più, tiè. Per la disperazione il principe allora si gettò dalla torre. No, tranquilli, è un imbecille ma non muore mica, no, rimane solo accecato e comincia ad errare per i boschi cibandosi solo di erbe e radici (rape, ndr). Che come caspita si faccia ad accecarsi buttandosi da una torre poi è ancora da capire, ma tant’è.

Alcuni anni più tardi, il nostro cieco ed errabondo principe capitò nello stesso deserto in cui viveva Raperonzolo (quando si dice ‘na botta di…) e sentendone la voce la riconobbe. I due, increduli e felicissimi, si abbracciarono e due lacrime della nostra ex-capellona bagnarono gli occhi del principe, che per magia tornò a vedere come prima. Fine. Sì, fine. Questo è il massimo del lieto fine che i Grimm ci regalano. A piacimento possiamo immaginarci una simpatica casetta nel deserto dove l’allegra famigliola visse felice e contenta. Oppure per i più fantasiosi, potremmo donare un briciolo di lume ai nostri due giovani e farli tornare a vivere nel regno del principe. Ma conoscendo i Grimm trovo più verosimile la prima.

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Morale della favola: se vi dovesse venire una voglia irrefrenabile di rape, ma non ne avete, lasciate perdere e nel dubbio buttatevi su un barattolo di Nutella, che in fondo è sempre la scelta migliore.


Per questo progetto ho utilizzato: Glimps Raperonzolo

Qui potete trovare l’articolo originale per il meraviglioso blog Glimps: http://glimpsbyparticolarte.blogspot.com/2019/03/come-porti-i-capelli-bella-bionda.html

The little pink cloud

When I was just a little girl, my grandma was used to tell me fairytales. One day she invented for me and for her other grandchildren, the fairy tale of the little pink cloud: it was a story that I loved so much and it made me dream for so long.

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When I saw this beautiful stamp, designed by TandiArt for AB Studio, I immediately remembered the grandma’s fairy tale, so I imagined this sweet fairy surrounded by soft pink clouds.

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So, this is my project: a card, as if it were a small illustration of a fairy tale telling of a distant time, when I dreamt sitting on a small pink cloud. ☺️☁️


Ah, l’amour…

Buongiorno amici creativi! Siete pronti per festeggiare la festa più ciccipucciosa dell’anno? Per questa speciale occasione voglio accompagnarvi da Zodio Italia per realizzare insieme una card da poter dedicare alla persona amata. Pronti a tuffarvi con me, in un mare di colore e dolcezza?

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Per questo progetto ho utilizzato il dolcissimo set di Lawn Fawn Menatee-rific, che ha come protagonisti una coppia di dolci lamantini, perfetti per il giorno di S. Valentino.

Ho voluto applicare la tecnica no-line coloring, timbrando cioè con un colore chiaro (ho utilizzato il Distress Oxide Old paper) per non avere i contorni definiti ed ottenere così un effetto delicato. La carta che ho scelto di utilizzare è la Paint On Multi-techniques di Clairefontaine, per me ormai diventata un must per la colorazione: è una carta pensata infatti per poter essere utilizzata con diverse tecniche e di conseguenza molto versatile. Se ci aggiungiamo una buona grammatura, una texture liscia e un ottimo punto di bianco, il mai più senza è assicurato!

Dopo aver timbrato i miei soggetti, li ho colorati con le matite acquerellabili Goldfaber Aqua di Faber-Castell, iniziando con una prima stesura a secco che ho poi acquerellato con un pennellino umido. Successivamente ho lavorato ancora con le matite a secco, per definire le ombre, i volumi e i dettagli dei miei lamantini.

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A questo punto ho iniziato a creare lo sfondo, decidendo di realizzare un’ambientazione marina per i miei soggetti. Ho cominciato creando delle macchie in basso, acquerellando il Distress Ink Pumice Stone, lasciando un leggero spazio tra una macchia e l’altra per dare una prima idea di quelli che poi saranno i riflessi della luce sul fondo marino.

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Successivamente ho steso i Distress Ink e Oxide con il blending tool, procedendo con movimenti circolari dall’esterno verso l’interno, per creare l’effetto dell’acqua. Ho usato nell’ordine le seguenti tonalità (avendo cura di lasciare più chiara la zona centrale superiore per dare l’effetto della luce attraverso l’acqua): Tumbled Glass (Ink), Peacock Feathers (Oxide), Salty Ocean (Oxide) e Chipped Sapphire (Ink).

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Una volta terminato questo passaggio ho ultimato il mio sfondo aggiungendo i dettagli.

Con un pennello bagnato ho mosso il colore già steso, ripassando le macchie create in precedenza e creando delle piccole macchie di colore per dare movimento e armonia nella zona di confine tra il fondale e l’acqua. Ho creato le bolle intorno a i lamantini, con delle gocce d’acqua pulita, tamponate con carta assorbente. A questo punto ho utilizzato una matita gomma per andare a mettere in evidenza i riflessi dell’acqua sul fondo, togliendo quindi colore tra una macchia e l’altra.

Successivamente con un Uniposca bianco a punta fine (mio altro must have), ho aggiunto dei tocchi di luce ai riflessi sul fondo e sui lamantini.

Infine ho timbrato il sentiment con il Versa Mark su vellum, embossando poi la scritta con una polvere da embossing bianca e aggiungendo ai lati del sentiment due enamel dots come tocco finale.

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Non mi resta che augurarvi un dolcissimo S. Valentino ricco di amore e colori!

Heart on Earth

Buona domenica mondo creativo!

Oggi comincia un’avventura spaziale e per un anno vi terrò compagnia anche da quel meraviglioso pianeta creativo che è Marte Savona ☺️💫

Sono felicissima di essere atterrata su questo bellissimo pianeta creativo, dove per tutto l’anno vi terrò compagnia con i miei colori, insieme alle mie colleghe marziane 😊

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Per realizzare questo progetto ho scelto un meraviglioso set di timbri di Paper Artsy con fiori e foglie, di cui mi sono innamorata e che sicuramente utilizzerò anche per progetti futuri. Di questo set, per la card di oggi, ho utilizzato le foglie, con cui ho creato un pattern.

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Ho applicato la tecnica no-line coloring, timbrando cioè con un colore chiaro (ho utilizzato il Distress Oxide Old paper) per non avere i contorni definiti ed ottenere così un effetto delicato.

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Una volta creato il pattern, ho iniziato a colorare le foglie utilizzando i meravigliosi Ink Extreme di Tommy Art, acquerellando con la tonalità Prato.

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Dopo una prima stesura del colore, ho creato le ombre, dando profondità alle foglie con il Distress Marker Peeled Paint.

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Originariamente avrei voluto aggiungere al progetto anche un fiore dello stesso set, ma una volta terminata la colorazione del fondo pattern, mi sono innamorata dell’effetto botanical e ho deciso di lasciare solo le foglie.

A questo punto ho fustellato la scritta Today in gomma crepla nera, con una fustella di Kesi’Art e ho scelto le altre parole per creare il sentiment per la mia card, dalla fantastica Big Chat – Spiral Bound Stickers, una raccolta di parole adesive firmata Tim Holtz.

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Infine ho incollato la fustellata e le parole sulla card, aggiungendo come ultimo tocco degli enamel dots neri.

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Concludo questo mio primo post, dedicando a voi l’augurio di questa card, di vivere quotidianamente i vostri sogni, senza rimandarli mai a domani, perché ogni giorno presente possa essere speciale e unico.